A.I.R.E.C.-Associazione Italiana del Recupero Energetico da Combustibili Solidi Secondari (CSS) riunisce e rappresenta alcuni fra i più importanti preparatori di CSS da rifiuti urbani e speciali presenti ed operanti sull’intero territorio nazionale.

Gli Associati vantano una vastissima esperienza nel settore, che ha permesso loro di ottenere la registrazione REACH del combustibile prodotto e, quindi, la qualificazione di “End of Waste ”, così come previsto dal c.d. “Decreto Clini”- DM 22 del 14/02/2013 (Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS), ai sensi dell’articolo 184 -ter , comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni).

Il CSS/CSS-C da rifiuti non pericolosi urbani e speciali è un elemento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi dell’economia circolare definiti a livello europeo a partire dalla gerarchia delle forme di gestione dei rifiuti, cui anche le Imprese associate ad A.IR.E.C. fanno pieno riferimento.

Attualmente in Italia il tasso di sostituzione calorica dei combustibili tradizionali con quelli da rifiuti (CSS/CSS-C) non supera il 20%, contro una media europea del 46%, nonostante la Commissione Europea abbia definito il recupero energetico da rifiuti nel settore del cemento una BAT- Best Available Technology.

Il recupero energetico delle frazioni non riciclabili ma valorizzabili energeticamente in processi produttivi energivori come quello dell’industria del cemento (CO-PROCESSING) consente infatti di:

·       minimizzare il depauperamento di risorse fossili non rinnovabili e quindi ridurre la Carbon Foot Print di processi produttivi energivori;

·       ridurre la dipendenza da combustibili fossili di cui l’Italia è necessariamente grande importatrice;

·       ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera derivanti dal CO-PROCESSING di combustibili solidi secondari rispetto a quelle derivanti dal pet-coke tradizionalmente utilizzato;

·       contribuire alla chiusura del ciclo di taluni rifiuti con elevato potenziale energetico, come ad esempio la quota di plastiche miste che residua dai processi di selezione della raccolta differenziata urbana e che non è normalmente considerata appetibile e sostenibile per i mercati del riciclo meccanico, che, diversamente, sarebbero destinati allo smaltimento.